Archive for luglio, 2006

Tombolata a Premi

Scritto da 12 luglio, 2006 (0) Commenti

In occasione del 2° compleanno dell’Associazione Culturale Radicinnoviamoci siete tutti invitati ad una tombolata a premi che si terrà sabato 15 luglio presso il parchetto di Merlino.

Tombolata

In occasione del 2° compleanno dell’Associazione Culturale Radicinnoviamoci siete tutti invitati ad una tombolata a premi che si terrà sabato 15 luglio presso il parchetto di Merlino.

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Lago Gerundo: storia o leggenda?

Scritto da 12 luglio, 2006 (1) Commento

C’era una volta, verso l’anno 1000, al posto di Merlino, un lago, di cui parlò già Plinio il Vecchio… Fin dall’età medievale si tramanda la memoria del mitivo Lago Gerundo (esisterebbe una bitta per l’attracco delle imbarcazioni a Fara Gera d’Adda) popolato, secondo la tradizione, da mostri. Esistono infatti ampie testimonianze, anche in epoca storica, [...]

Lago Gerundo: storia o leggenda?

C’era una volta, verso l’anno 1000, al posto di Merlino, un lago, di cui parlò già Plinio il Vecchio…
Fin dall’età medievale si tramanda la memoria del mitivo Lago Gerundo (esisterebbe una bitta per l’attracco delle imbarcazioni a Fara Gera d’Adda) popolato, secondo la tradizione, da mostri.

Esistono infatti ampie testimonianze, anche in epoca storica, che attestano la presenza di una vastissima zona lacustre e paludosa che occupava l’ampio territorio compreso fra la provincia bergamasca meridionale e la provincia superiore di Cremona, con tutto il Cremasco e il Lodigiano.

Il grande acquitrino era formato dal confluire delle acque dei fiumi Adda, Oglio, Serio e, probabilmente, anche del Lambro e del Silero.

Il regime alluvionale di questi fiumi dava confini continuamente mutevoli a questo grande bacino, e in esso esistevano alcune “isole” (la più vasta fu la Fulcheria di Crema) sulle quali sorsero anticamente le città della zona.

L’instabile lago era chiamato Gerundo (da «gera», volgarizzazione del latino glarea, ghiaia), ma la vera curiosità legata al lago riguarda le innumerevoli tradizioni orali e scritte sulla presenza di grossi rettili sconosciuti (chiamati «draghi»), forse sopravvivenze di animali preistorici che abitavano quegli acquitrini.

Anche il dragone visconteo, vinto da Uberto Visconti e rappresentato nello stemma cittadino, è stato messo in relazione
con questo nutrito filone di tradizioni, ma per chi ha bisogno di prove tangibili per credere alle leggende rendiamo noto che a Lodi si conservano due resti di un drago del Gerundo, che la tradizione chiamava Tarantasio (uno scheletro nella chiesa di Sant’Andrea, e una costola che ancora alla fine del Settecento si vedeva nella chiesa di San Cristoforo appesa alla volta); un’enorme costola animale, lunga m 2,60, è poi conservata nella chiesa di S.Giorgio ad Almenno San Salvatore e una di m.1,80 pende dal soffitto del Santuario della Natività della Beata Vergine a Paladina (BG).

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L’antico santuario di San Giovanni accoglie migliaia di fedeli!

Scritto da 12 luglio, 2006 (1) Commento

Nel territorio comunale di Merlino sorge un bellissimo santuario dedicato a San Giovanni Il Battista. La prima notizia certa che abbiamo della chiesa di S. Giovanni Battista del “Calandrone” (piccolo corso d’ac­qua che una volta bagnava le mura del santuario), è dell’anno 1261 e si trova in una pergamena esistente nell’archivio della Mensa Vescovile di [...]

Nel territorio comunale di Merlino sorge un bellissimo santuario dedicato a San Giovanni Il Battista.

La prima notizia certa che abbiamo della chiesa di S. Giovanni Battista del “Calandrone” (piccolo corso d’ac­qua che una volta bagnava le mura del santuario), è dell’anno 1261 e si trova in una pergamena esistente nell’archivio della Mensa Vescovile di Lodi, pubblicata nel «Codice diplomatico laudense», opera di Cesare Vignati.
Questa chiesa apparteneva alla Plebe di Bariano, (oggi il nome di plebe corrisponde pressappoco a quello di Vicariato), nell’alto Lodigiano, con la chiesa di S. Eufemia: questa fu distrutta nel 1574 e le rendite passarono ad un dignitario appartenente al capitolo della cattedrale. Della chiesa di Bariano se ne parla sin dal marzo de1885 in un documento di permuta tra Gerardo vescovo di Lodi e Pietro, secondo abate del monastero ambrosiano.
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Un accenno al canale Vacchelli (o Marzano)

Scritto da 12 luglio, 2006 (0) Commenti

Canale cremonese, costruito dal Consorzio per l’incremento della Irrigazione del territorio cremonese (CIIC), fra il 1887 e il 1892. Le sue acque sono estratte dalla sponda sinistra del fiume Adda in località Marzano (comune di Merlino). Il canale progettato dagli ingg. Fieschi e Pezzini fu costruito grazie alla volontà di un comitato promotore, animato dall’On. [...]

Canale cremonese, costruito dal Consorzio per l’incremento della Irrigazione del territorio cremonese (CIIC), fra il 1887 e il 1892. Le sue acque sono estratte dalla sponda sinistra del fiume Adda in località Marzano (comune di Merlino).
Il canale progettato dagli ingg. Fieschi e Pezzini fu costruito grazie alla volontà di un comitato promotore, animato dall’On. Pietro Vacchelli.
La sua apertura rese necessaria la costruzione di 245 manufatti fra i quali 60 ponti-strada, 61 ponti-canale. 125 tombe-sifoni e tombini e oltre 20 bocche di erogazione.
La lunghezza del canale è di 34 Km e 400 m; durante il suo percorso attraversa buona parte del Cremasco e del Cremonese in direzione sud-est, terminando a Genivolta.

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Merlino: Breve accenno

Scritto da 12 luglio, 2006 (0) Commenti

Posto fra l’Adda e il canale Muzza, Merlino sorge su un terrazzamento del terreno, che l’ha reso un luogo naturalmente difeso; forse in passato ebbe un castello, del quale però non resta traccia. Esiste un palazzo, in località Marzano, noto come Palazzo Carcassola, eretto nel XVIII secolo, forse su una preesistente struttura difensiva: ha corpo [...]

Posto fra l’Adda e il canale Muzza, Merlino sorge su un terrazzamento del terreno, che l’ha reso un luogo naturalmente difeso; forse in passato ebbe un castello, del quale però non resta traccia. Esiste un palazzo, in località Marzano, noto come Palazzo Carcassola, eretto nel XVIII secolo, forse su una preesistente struttura difensiva: ha corpo quadrangolare con cortile interno e torre. La fronte principale ha un portico a tre arcate al pianoterra, mentre il superiore è illuminato da un loggiato con balaustra a colonnine. Le due ali laterali, utilizzate come rustici, furono aggiunte dopo il corpo principale.

Il retro della struttura ha un aspetto severo, con tre piani di finestre animati solo da un balcone al centro dell’ultimo livello.

Gli interni si dispiegano su due piani in una serie di saloni. In una piazza non lontana dal castello si eleva un altro edificio che può ricordare una struttura militare: la costruzione, che ospita una trattoria, ha una torre quadrangolare con cornice decorativa e due finestre a ogiva abbellite da cornici in cotto sul fianco sinistro. Poco distante da Merlino si trova il Santuario di S.Giovanni in Calandrone, che deriva il nome da un corso d’acqua sito nelle vicinanze; esistente dal XIII secolo, è stato recentemente ristrutturato9, perdendo l’aspetto originario. La facciata, coronata da un timpano triangolare, è preceduta da un portico arioso con apertura a serliana e due arcate a tutto sesto ai lati sormontare da strutture triangolari che poggiano sui fianchi della chiesa.

Due portici con colonne che reggono il tetto, di recente fattura, fiancheggiano il santuario, formano con esso una struttura a U. Due vasche in pietra all’esterno raccolgono un’acqua ritenuta miracolosa.

L’interno conserva una pala quattrocentesca raffigurante il Battista e numerosi ex-voto risalenti anche al XVI secolo. La chiesa parrocchiale del capoluogo, intitolata a S.

Stefano, fu ampliata e restaurata nel XV e XVI secolo; sorge rialzata rispetto alla piazza antistante.

La scalinata d’accesso dà su un grazioso protiro con soffitto affrescato, sopra il quale si trovano due finestre curve e un occhio cieco; due lesene rafforzano gli angoli della facciata. Il campanile quadrangolare ha una cuspide alta e sottile.

L’interno, a una navata con cappelle laterali, conserva nell’abside un affresco raffigurante Cristo crocifisso tra la Madonna e S.Giovanni ascrivibile al XVI secolo. Oltre a quella di S.Stefano, vi sono altre due parrocchiali: S.Ambrogio a Marzano e S.Zenone a Vaiano. La prima, riedificata nel 1615 su una struttura precedente, ha facciata a salienti coperta da intonaco e profilata in pietra a vista. Un protiro precede il portale, sopra il quale si nota un affresco, rovinato, raffigurante il santo titolare. Nel nucleo rurale di Vaiano, con case che si affacciano su una strada stretta e tortuosa, è posta la chiesa di S.Zenone, dalla facciata a salienti preceduta da un portico architravato. Nella campagna circostante, presso la cascina Torchio, è ancora visibile un mulino, la cui struttura rettangolare, dotata di una grossa ruota, è lambita da un corso d’acqua.
Esiste un palazzo, in località Marzano, noto come Palazzo Carcassola, eretto nel XVIII secolo, forse su una preesistente struttura difensiva: ha corpo quadrangolare con cortile interno e torre.
La fronte principale ha un portico a tre arcate al pianoterra, mentre il superiore è illuminato da un loggiato con balaustra a colonnine.
Le due ali laterali, utilizzate come rustici, furono aggiunte dopo il corpo principale. Il retro della struttura ha un aspetto severo, con tre piani di finestre animati solo da un balcone al centro dell’ultimo livello. Gli interni si dispiegano su due piani in una serie di saloni.
In una piazza non lontana dal castello si eleva un altro edificio che può ricordare una struttura militare: la costruzione, che ospita una trattoria, ha una torre quadrangolare con cornice decorativa e due finestre a ogiva abbellite da cornici in cotto sul fianco sinistro.
Poco distante da Merlino si trova il Santuario di S. Giovanni in Calandrone, che deriva il nome da un corso d’acqua sito nelle vicinanze; esistente dal XIII secolo, è stato recentemente ristrutturato9, perdendo l’aspetto originario.
La facciata, coronata da un timpano triangolare, è preceduta da un portico arioso con apertura a serliana e due arcate a tutto sesto ai lati sormontare da strutture triangolari che poggiano sui fianchi della chiesa. Due portici con colonne che reggono il tetto, di recente fattura, fiancheggiano il santuario, formano con esso una struttura a U.
Due vasche in pietra all’esterno raccolgono un’acqua ritenuta miracolosa. L’interno conserva una pala quattrocentesca raffigurante il Battista e numerosi ex-voto risalenti anche al XVI secolo.
La chiesa parrocchiale del capoluogo, intitolata a S. Stefano, fu ampliata e restaurata nel XV e XVI secolo; sorge rialzata rispetto alla piazza antistante. La scalinata d’accesso
dà su un grazioso protiro con soffitto affrescato, sopra il quale si trovano due finestre curve e un occhio cieco; due lesene rafforzano gli angoli della facciata.
Il campanile quadrangolare ha una cuspide alta e sottile. L’interno, a una navata con cappelle laterali, conserva nell’abside un affresco raffigurante Cristo crocifisso tra la Madonna e S. Giovanni ascrivibile al XVI secolo.
Oltre a quella di S. Stefano, vi sono altre due parrocchiali: S. Ambrogio a Marzano e S. Zenone a Vaiano.
La prima, riedificata nel 1615 su una struttura precedente, ha facciata a salienti coperta da intonaco e profilata in pietra a vista.
Un protiro precede il portale, sopra il quale si nota un affresco, rovinato, raffigurante il santo titolare.
Nel nucleo rurale di Vaiano, con case che si affacciano su una strada stretta e tortuosa, è posta la chiesa di S. Zenone, dalla facciata a salienti preceduta da un portico architravato.
Nella campagna circostante, presso la cascina Torchio, è ancora visibile un mulino, la cui struttura rettangolare, dotata di una grossa ruota, è lambita da un corso d’acqua.

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